Svastica buddhista

La Svastica è una parola sanscrita “svastika“: il prefisso sv– sta per “bene”, mentre –asti– è la congiunzione del verbo essere e –ka è un diminutivo. Quindi, la parola svastica viene letteralmente tradotta come “piccola cosa che porta benessere!

Questo simbolo nasce centinaia di anni fa. Rappresenta un potente portafortuna!

Nei paesi orientali la svastica si può trovare affissa sui templi o oggetti religiosi:

Croce uncinata indiana

Molte persone però associano questo simbolo ai nazisti, questo perchè il simbolo è stato rubato da Hitler e pubblicato da egli stesso nel 1920 su una bandiera per i suoi scopi maligni e soprattutto per propagandare il nazismo non solo in Germania, ma nel resto d’Europa.

Piccola differenza da notare:

quello a sinistra è la svastica originale, mentre quella a destra la svastica nazista. Quindi i nazisti capovolsero questo simbolo facendolo diventare un rappresentazione di male e terrore.

Tornando in Asia, nell’arte giapponese la svastica viene definito Manji. Se è girato verso sinistra raffigura l’amore, al contrario se rivolto verso destra raffigura la forza e l’intelligenza.

Infatti nelle arti marziali giapponesi viene cucina una svastica sui loro abiti.

Questo emblema è un segno religioso. In India indica il Sole, l’infinito e armonia universale secondo la tradizione buddhista. Anche nella visione induista mantiene il suo originale significato.

Nell’Induismo utilizza la svastica rivolta verso destra per raffigurare il dio Visnu.

Leggende metropolitane coreane

Fantasmi nell’acqua

In Corea sono molto famosi questi tipi di fantasmi.

Sono persone morte annegate.

A questi fantasmi non piace stare da soli, quindi tendono a catturare persone nei pressi di laghi o fiumi per portarli giù, nelle acque profonde per avere compagnia.

Il colore rosso

In Corea non si scrivono mai i nomi di persone con la penna rossa!!

C’è una superstizione fortemente sostenuta in cui l’inchiostro rosso sia maledetto e scrivere un nome con questo inchiostro porterà questa persona alla morte.

Unicorni in Corea del Nord

Nel 2012, i media nordcoreani hanno dichiarato che gli archeologi dell’Accademia delle scienze sociali dell’Istituto di storia della Corea del nord, hanno scoperto la “tana di unicorno” a 200 metri da un tempio della capitale.

Secondo cosa? Sembra che questi archeologi hanno trovato una roccia con su scolpito “tana di unicorno”.

Successivamente si verrà a sapere addirittura che il re Tongmyong cavalcò gli unicorni.

Il ventilatore uccide!!

In Corea del sud è molto diffusa la credenza in cui i ventilatori ti uccidono durante la notte.

Si crede infatti che i ventilatori risucchiano l’ossigeno dai dormienti, soffocandoli.

Altri invece dicono che crei ipotermia.

Attenti ai taxi!!

La leggenda sudcoreana è per gli ubriachi!

Parla dei raccoglitori di organi che si camuffano da tassisti, alla ricerca di ubriachi. Quando una persona sale sul suo taxi, il tassista chiede normalmente dove il passeggero deve andare.

Durante il tragitto, l’autista offre al passeggero una bevanda a base di droga (ovviamente ad insaputa della vittima). Una volta ingerita perderà i sensi, se non lo fa, l’autista lo pungerà con un ago molto particolare.

Di solito il tassista scarica i passeggeri per strada e quando i poveri malcapitati si ritrovano ricuciti in alcuni punti del corpo, soprattutto all’altezza dei reni.

L’ascensore maledetto

Non fidarti dello sconosciuto che ti raggiunge nell’ascensore mentre sei da solo. C’è un popolare mito in cui il malcapitato morirà. Lo sconosciuto è infatti un assassino!!

Secondo la leggenda una donna entrò nell’ascensore (al 14 piano), mentre le porte di stavano chiudendo, un uomo le bloccò ed entrò. I due flirtarono. Ma l’uomo scese al tredicesimo piano e sussurrò alla donna “Ci vediamo al quattordicesimo piano!” e corse verso le scale con un coltello in mano.

Non c’è un pulsante di arresto all’interno dell’ascensore. Come potrete intuire la leggenda non finisce bene.

Il giorno del trasferimento

Una convinzione sudcoreana è che gli spiriti infestino le case e che quando i proprietari della casa vogliono trasferirsi, devono ingannare questi spiriti, altrimenti questi li seguiranno anche nella nuova abitazione.

Cosa bisogna fare? Semplicemente basta non spazzare il pavimento, perchè questo li indurrà a sospettare qualcosa.

P.S. Ci sono dei giorni sfortunati per trasferirsi.

Il fantasma di Jayuro

Questa leggenda è conosciuta da tantissime persone (si pensa sia proprio vera).

Jayuro è un tratto di autostrada che costeggia il fiume Han e collega Goyang a Paju, due città a nord di Seoul, nota per essere spesso avvolta dalla nebbia. Alcuni non incolpano la nebbia per gli incidenti. Molte persone hanno detto di aver visto una donna ferma sul ciglio della strada, senza occhi, ma al loro posto ci sono due buchi neri.
Un’altra leggenda narra di un tassista che aveva dato un passaggio ad una giovane donna, alla fine il tassista, giunto alla destinazione, notatò che era davanti a un cimitero. Quando si è girato per chiedere informazioni alla donna era sparita nel nulla.

Lo zio di Kim Jong-Un mangiato dai cani

Una delle leggende nordcoreane che ha come protagonista Kim Jong-Un è quella dello zio mangiato dai cani. Ma tranquilli è solo una bufala.

Ma lo zio di Kim Jong-Un è davvero morto su ordine del nipote. Secondo un comunicato lo zio era stato reputato un traditore e per questo giustiziato nel 2013.

Il numero 4

Il numero 4 porta sfortuna non solo in Corea, ma anche in Cina e in Giappone, questo perchè la pronuncia del numero 4 ricorda la parola “morte”.

Negli ascensori o piani di un palazzo al posto del 4 troverete una F.


Curiosità su Kim Jong-Un

-Kim Jong-Un (김정은) è un dittatore, politico e militare nordcoreano.

-Buona parte della sua infanzia è un mistero.

-Vive nella residenza di Ryongsong

-Le sue sopracciglia diventano sempre più corte

-Ha selezionato personalmente i membri del gruppo femminile nordcoreano “MORANBONG BAND

-È un fan del gruppo femminile Kpop (sudcoreano): RED VELVET e in particolar modo Irene

L’ha voluta vicino a lui in una foto.

-È alto circa 1,70 cm

-Ha numerosi titoli “Maresciallo Kim Jong-Un”, “Principale leader della Repubblica Democratica Popolare di Corea, il leader del partito e del popolo”, “Il nuovo inizio”, “Il genio tra gli altri” e “Il brillante compagno”

-Sua madre era la “Madre di Pyongyang” (il suo vero nome era Ko Yong-Hui, nata a Osaka e morta a Parigi)

-Segue le impronte di suo nonno, KIM IL-SUNG

-Il Presidente americano Trump lo definisce “Rocket man”, ovvero “uomo-razzo”

-Ha un harem

-Sorride sempre nelle foto:

-Ha studiato in Svizzera, vicino Berna, sotto falso nome “Chol Park” o “Park Chol”, dal 1998 al 2000

-I suoi compagni di scuola in Svizzera, lo definivano timido e interessato più allo sport che alla politica e saltava spesso la scuola

-Parla bene coreano, inglese e la base del tedesco

-Adora il basket

-È amico di Dennis Rodman

-Fece uccidere suo zio

-È conosciuto per essere il comandante supremo delle forze armate

-È sposato con RI SOL-JU dal 2009: è una cantante nordoreana

-Sembra avere 3 figli, ma si conosce solo in nome di sua figlia Kim Ju-Ae, nata nel 2010

-Se fosse stato magro questo sarebbe il suo aspetto

E voi conoscevate tutte queste curiosità su di lui?

🙃

Ganesh la divinità che rimuove gli ostacoli

Ganesh, conosciuto anche come Ganesha, è una divinità indiana della saggezza con la testa di elefante. Il suo nome è composto da gana (tanti, tutti) e isha (signore), Ganesha significa letteralmente “Signore dei gana“. Ganesh è raffigurato spesso presso l’ingresso di casa, difatti è una divinità protettrice e di buon auspicio. 

ASPETTO: viene raffigurato con una testa di elefante, simbolo di fedeltà, intelligenza e potere. Ganesha è provvisto di una sola zanna, l’altra è spezzata a significare la capacità di superare ogni dualismo, quattro braccia che rappresentano mente, intelletto, ego, coscienza condizionata. Viene raffigurato mentre cavalca o è servito da un topo (il topo detto mooshikham rappresenta il desiderio l’ego, ma è anche considerato il veicolo vahana). La proboscide ricurva indica le potenzialità intellettive. Il grasso ventre ha la capacità di assimilare qualsiasi esperienza, poiché contiene infiniti universi. Spesso è rappresentato seduto o nella posizione Lalitasana, ovvero con una gamba sollevata da terra e ripiegata sull’altra.

Rappresenta l’equilibrio tra energia maschile (Shiva) e femminile (Shakti), ovvero equilibrio tra potenza e bellezza.

Nelle sue quattro mani ha un’accetta (simbolo della recisione di tutti i desideri, apportatori di sofferenza), un lazo e un fiore di loto (simbolo della forza che lega il devoto all’eterna beatitudine del Sé), la mano destra (ha il simbolo dell’Om), rivolta con il palmo verso di noi, simbolo di benedizione e nella quarta mano ha un piatto di dolci (simboleggia l’abbondanza).

PS. È interessante notare come, secondo la tradizione, Ganesha sia stato generato dalla madre Pārvati senza l’intervento del marito Śiva.

Secondo una leggenda Pārvati volle fare un bagno nell’olio, ma sentendosi umiliata per una sbirciatina da parte di suo marito mentre si stava lavando, creò un ragazzo dalla farina di grano di cui si era cosparsa il corpo e gli chiese di fare la guardia davanti alla porta di casa. Śiva trovò sulla porta uno sconosciuto che gli impediva di entrare, si arrabbiò e lo decapitò con il suo tridente. Pārvati ne fu molto addolorata e Śiva, per consolarla, inviò le proprie schiere celesti (i Gana) di trovare una testa di qualsiasi creatura che si era addormentata con il capo rivolto verso nord. Trovarono un elefante che dormiva in tal modo, e ne presero la testa. Śiva la attaccò al corpo del ragazzo, lo resuscitò e da qui nasce Ganesha.

DEVA: indica ciò che è divino o celeste, mentre come sostantivo maschile indica la divinità o un dio. Raramente può indicare un demonio malvagio.

Questo è il Deva che Ganesha ha nella sua mano:

ॐ गं गणपतये नमः Om Gam Ganapataye Namaha

Gam è il nome breve di Ganesha, Ganapataye il suo nome come signore e namah il saluto reverenziale. Ganesha è identificato con il mantra indù Om, scritto anche Aum.

Bandiera indiana

La bandiera indiana, chiamata anche Tiranga (letteralmente “tricolore”) è composta da tre bande orizzontali della stesso spessore.

  1. arancione (zafferano)
  2. bianco (al centro di questa banda è raffigurata la Ruota di Ashaka in blu (Ashaka Chakra) con 24 raggi
  3. verde

Sembra che questi colori abbiano anche un significato religioso:

Arancione/zafferano: rappresenta il Buddhismo e l’Induismo in India 👉coraggio e forza del popolo indiano.

Bianco: rappresenta la minoranza religiosa in India (Cristianesimo) 👉 luce, onestà, purezza

Verde: rappresenta la religione Musulmana in India 👉 fertilità e prosperità

Geisha (芸者) e Maiko (舞妓)

Le geisha sono intrattenitrici e artiste giapponesi.

Molte persone confondono il nome “intrattenitrice” in modo sessuale. SBAGLIATO! Loro eseguono performance tradizionali giapponesi, come la danza e il canto tradizionali.

La parola “geisha” è composta da due kanji, (gei) “arte” e (sha) “persona”.

La versione più giovane di una geisha è la Maiko.

Le principali differenze tra Maiko e Geisha sono l’aspetto, l’età e le abilità.

La Maiko di solito ha meno di 20 anni, indossa un kimono più colorato con un colletto rosso. La Maiko non può avere un cellulare, portare denaro o avere un fidanzato. La Maiko significa “bambina danzante” che si riferisce all’apprendista geisha che si sta ancora allenando.

L’ abbigliamento della geisha è più maturo, non indossa dei kimono colorati. Ha più di 20.

TRUCCO

Maiko: ha un piccolo spazio tra l’attaccatura dei capelli e la pelle bianca incipriata, colore naturale dei capelli, solo il labbro inferiore è rosso, anche l’ombretto di colore rosso attorno agli occhi e blush rosa sulle guance.

Geisha: ha la faccia completamente bianca, entrambe le labbra rosse, ombretto rosso intorno agli occhi (ma meno rispetto alla Maiko), porta una parrucca e nessun blush rosa sulle guance.

Geisha e Maiko a confronto:

도깨비 (Dokkaebi): Goblin del folklore coreano

Il Dokkaebi è un essere immaginario della mitologia e folklore coreano. Esso è conosciuto anche non il nome di goblin. E no, non mi sto riferendo al drama coreano “Goblin“: 😌

Il dokkaebi appare nelle fiabe tradizionali coreane sottoforma di persona, ma non lo è. Non ha una forma specifica. Sono conosciuti come fantasmi o mostri, e gli piace tormentare e punire le persone.

Il goblin ha le seguenti caratteristiche:

  1. corna sulla testa
  2. vestito come un uomo primitivo (e in alcune versioni anche con l’hanbok, l’abito tradizionale coreano)
  3. porta con se una mazza

Tuttavia, nei tempi moderni, è stato affermato che le sembianze di questi dokkaebi, è arrivata durante il periodo coloniale giapponese ed è ciò che nella cultura giapponese viene definito ONI (sono creature mitologiche del folklore giapponese, simili ai demoni o orchi).

Esistono tre tipi di dokkaebi:

-“OSCURO“: è un goblin che incarna la paura umana per l’oscurità;

GSUNDAE: è un goblin che cresce con la paura dell’oscurità, danneggia le persone senza attcchi fisici. L’aspetto è simile a quello di un bambino;

-“FUOCO DEI GOBLIN“: è un fuoco (giallo, rosso o blu) che si muove nell’aria e si vede spesso sulle tombe.

Celiac disease in Asia

Celiac disease is a permanent intolerance to the gluten protein. To combat “celiac disease”, the only valid therapy is to follow a specific diet. The celiac person is forced to eliminate from their diet all those foods that contain even small amounts of gluten (pasta, sweets, bread, beer, biscuits, etc.). Celiac disease is a genetic predisposition disease.

CEREALS TO AVOID: wheat (including ancient varieties and derivatives with wheat germ, wheat bran, bulgur and couscous), Kamut, triticale (an artificial hybrid between rye and wheat), spelled, barley, oats and derivatives (Malt and drinks containing it).

PERMITTED CEREALS: rice, corn, millet and sorghum; there are also pseudocereals such as buckwheat, amaranth and quinoa (the latter three, if prepackaged, be careful).

If you want to travel to Asia I leave you attached some “gluten-free card” to show in a restaurant for your safety.

The disease is also emerging beautiful in Asia.

The cause could be the change in eating habits: traditionally Asians have always followed a diet strictly low in gluten, but with the westernization of their food (with the introduction of pasta and pizza).

Remember, celiac disease can occur in a person already genetically predisposed to gluten intolerance. In countries like Japan, Indonesia, Korea, this disorder is rare, given the low consumption of wheat and the low frequency of predisposing genotypes.

Celiachia in Asia

La celiachia è un’intolleranza permanente alla proteina del glutine. Per combattere la “malattia celiaca”, l’unica terapia valida è quella di seguire una dieta ben precisa. La persona celiaca è costretta ad eliminare dalla propria alimentazione tutti quegli alimenti che contengono anche solo piccole quantità di glutine (pasta, dolci, pane, birra, biscotti ecc.). La celiachia è una malattia a predisposizione genetica.

CEREALI DA EVITARE: frumento (compresi varietà antiche e derivati con germe di grano, crusca di grano, bulgur e cuscus), Kamut, triticale (ibrido artificiale tra segale e frumento), farro e spelta, segale, orzo, avena e derivati (malto e bevande che lo contengono).

CEREALI PERMESSI: riso, il mais, il miglio e il sorgo; vi sono anche degli pseudocereali come il grano saraceno, l’amaranto e la quinoa (questi ultime tre, se preconfezionati fare attenzione).

Se volete viaggiare in Asia vi lascio in allegato alcune “gluten free card” da mostrare in un ristorante per la vostra sicurezza.

La malattia sta emergendo notevolmente anche in Asia.

La causa potrebbe essere il cambiamento delle abitudini alimentari: tradizionalmente gli asiatici hanno sempre seguito una dieta prettamente povera di glutine, ma con l’occidentalizzazione del loro cibo (con l’introduzione di pasta e pizza).

Ricordo, che la celiachia si può manifestare in una persona già geneticamente predisposta all’intolleranza al glutine. In paesi come Giappone, Indonesia, Corea, questo disturbo è raro, visto il basso consumo di frumento e la bassa frequenza di genotipi predisponenti.

L’occhio di Allah

L’Occhio di Allah è un amuleto portafortuna contro il “malocchio”, di origine turca, denominato Nazar. L’Occhio di Allah è diffusissimo in Turchia e in Grecia. In Turchia, è conosciuto con il nome di Nazar boncuğu (l’ultima parola essendo un derivato di boncuk, significa “perla”).

Perchè l’occhio è blu? In Medio Oriente è raro trovare persone con gli occhi azzurri. Si riteneva infatti che queste persone fossero portatori del malocchio. Secondo una leggenda, l’Occhio con il colore blu neutralizza il male, opponendogli una forza uguale e contraria (teoria simile allo Yin e Yang).

 La parola “Nazar” deriva dall’arabo “نظر”, che significa “vista” o “vedere”.

In Turchia questo amuleto si applica sui capi d’abbigliamento dei neonati, sulle loro culle, passeggini e qualsiasi altra cosa che gli appartiene (serve appunto a proteggere il bambino dall’invidia e dalle male lingue).

Leggenda sulla nascita dell’Occhio di Allah

Secondo la leggenda, un uomo, che si diceva in grado di lanciare il malocchio, così i suoi concittadini lo guidarono in prossimità di una roccia. L’uomo esclamò: “Che grande roccia!”. In quell’istante si sentì un forte boato e la roccia si spaccò, frantumandosi sotto gli occhi dei presenti.

Occhio di Mashallah

Nella concezione musulmana, esiste la variante dell’occhio raffigurato al centro della Mano di Fatima (o Hamsa), conosciuta anche con il nome di Occhio di Mashallah. Questo amuleto serve a invocare la protezione di Dio. In Marocco si trova in ogni casa per allontanare le negatività e per proteggere dalle malattie.